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IL RAPPORTO TRA BASE E TESTO

Una delle domande più ricorrenti nella musica è: bisogna scrivere prima il testo e poi trovare una buona musica o viceversa?
Se consideriamo solo musica e testo e tralasciamo tutti gli altri fattori che danno valore ad una canzone, noteremo che il testo è importante al 50%, tanto quanto è importante la musica.
Sono dell’idea che, se un artista sviluppa la capacità di visualizzare la musica, si può tranquillamente scrivere prima questa e poi il testo.


Ma come facciamo a capire se testo e musica sono in sintonia?
Prima di tutto una piccola spiegazione tecnica: la musica viene scritta attraverso note che fanno parte di scale.
Le scale si dividono principalmente in maggiori e minori.
Dalle scale maggiori si otterrà una sonorità più “felice”, dalle minori più “triste”.
Già questo dovrebbe farci giungere ad una conclusione: se il testo è felice adotterò una musica scritta in scala maggiore, se il testo è triste la base deve adottare una scala minore.
Naturalmente ”l’umore” di una canzone può essere dato anche dalla linea di batteria, dalla velocità, dall’altezza delle note.
Il problema però è che lo spettro delle emozioni umane non può essere ridotto a felicità e tristezza, per cui vediamo degli esempi .
Se dobbiamo trovare una musica per un pezzo più “riflessivo, introspettivo”, delle note con una lunga durata possono fare al caso nostro, potremmo per esempio utilizzare quattro note/accordi dalla durata di due intere battute ciascuna e costruire quindi un giro dalla durata di otto battute.
Se il testo ha una critica sociale o si basa su un pensiero politico un’idea semplice, efficace e molto utilizzata è quella di utilizzare musica in scala minore e una batteria che guida una marcia, che scandisce un tempo continuo, con ad esempio il kick sul secondo quarto di battuta e lo snare sul quarto, oppure il kick sul primo e terzo e lo snare sul secondo e quarto.
Saper coniugare l’atmosfera del testo con quella della musica darà una maggiore vitalità al risultato finale, lo farà suonare più pensato, più professionale.

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