Dopo “Reggaeton Napolatino”, Anthony Rey apre il secondo capitolo del suo mondo musicale con “Si Me Ami”. Napoli x Latino, ancora più cuore.

Anthony Rey è un artista napoletano che negli ultimi anni ha costruito un’identità musicale ben definita, distinguendosi per la capacità di fondere l’anima melodica del Sud Italia con le sonorità urban e le influenze del reggaeton latino. Da questa contaminazione nasce il suo stile originale, che lui stesso definisce Napolatino: un linguaggio musicale in cui tradizione e modernità convivono, creando un sound fresco, riconoscibile e autentico.
Il suo percorso artistico è il risultato di anni di studio del canto, esperienze live e una costante ricerca personale. I viaggi in Sud America hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua crescita, permettendogli di entrare in contatto diretto con la cultura latina e assorbirne ritmi, atmosfere e sensibilità. Questo mix di esperienze, unito alle sue radici napoletane, ha dato vita a una visione artistica coerente e in continua evoluzione.
PROFILO SPOTIFY
La musica di Anthony Rey si distingue per la capacità di unire passione, ritmo e vissuto reale. Nei suoi brani si percepisce un forte legame con la propria identità, ma anche il desiderio di parlare a un pubblico più ampio, superando i confini geografici e culturali. Il suo obiettivo è chiaro: trasformare un suono personale in un vero e proprio movimento artistico, capace di rappresentare un ponte tra Napoli e il mondo latino.
A conferma di questo percorso, Anthony Rey ha recentemente pubblicato il nuovo singolo “Si Me Ami”, un brano che rappresenta pienamente la sua evoluzione musicale. La traccia unisce sonorità latine, influenze urban e una componente melodica intensa, creando un equilibrio tra energia e profondità emotiva. Il titolo stesso richiama un tema universale: l’amore, raccontato in modo diretto, contemporaneo e sincero.
BRANI SU SPOTIFY
“Si Me Ami” è una canzone che esplora le dinamiche dei sentimenti, tra desiderio, fragilità e bisogno di autenticità nei rapporti. Il ritmo coinvolgente si intreccia con un’interpretazione carica di emozione, dando vita a un brano capace sia di far muovere che di far riflettere. È proprio in questa dualità che si riconosce la cifra stilistica dell’artista: unire leggerezza e profondità senza perdere coerenza.
✍️ INTERVISTA
Cosa ti ha spinto a fare il cantante?
Più che una scelta, per me è sempre stata una chiamata. Da bambino ho sognato me stesso su un palco davanti a una folla venuta lì per ascoltare proprio me. Da allora non ho mai smesso di sentire questa cosa dentro. Cantare, per me, non è solo musica: è il modo più vero che ho per esprimere quello che sono.
Quali sono i lati positivi nell’essere cantante?
Il lato più bello è riuscire a trasformare emozioni vere in qualcosa che può arrivare agli altri. Quando una persona si riconosce in quello che canti, lì succede qualcosa di potente. E poi c’è la libertà di poter dare una forma alla propria anima.
E quelli negativi?
Il lato negativo è che spesso questo percorso ti mette davanti tanta solitudine, tanti dubbi e anche tanta incomprensione. Non sempre vengono premiati subito il talento, la voce o la verità. Ma anche questo fa parte della strada.
A chi ti sei ispirato ?
A Nicky Jam, non solo per la musica ma anche per la sua storia. Mi ha sempre colpito la sua rinascita, il fatto che sia caduto e si sia rialzato davvero.
Parlaci del tuo ultimo progetto
Il mio progetto si chiama Napolatino. Non è solo un genere musicale, ma un’identità. È il mondo latino in tutte le sue forme, filtrato dalla mia voce, dalla mia storia e dalla mia anima napoletana. Dentro ci sono reggaeton, latin pop, afro latin, e anche altre influenze che voglio esplorare sempre di più. È un progetto che nasce da dentro, non da una moda.
Ci sono tanti ragazzi e ragazze che sognano di diventare cantanti. Che consigli daresti?
Direi di non cercare solo di piacere, ma di capire davvero chi sono. Studiare, prepararsi, avere pazienza e non mollare quando non arrivano subito risultati. E soprattutto: non costruire un personaggio vuoto. Se non c’è verità dentro, prima o poi si sente.
Cosa non dovrebbe mai fare un giovane Artista ?
Non dovrebbe snaturarsi per inseguire quello che funziona nel momento. Non dovrebbe avere fretta di sembrare arrivato. E non dovrebbe dipendere troppo dallo sguardo degli altri, perché lì rischia di perdere la propria strada.
Come miglioreresti la scena Musicale ?
Dando più spazio alla verità, alla preparazione e all’identità vera. Oggi spesso si guarda troppo all’apparenza, ai numeri, al personaggio costruito in fretta. Io credo che la musica abbia ancora bisogno di voci vere, storie vere e artisti che abbiano qualcosa da dire davvero.
I tuoi hobby/interessi al di là della musica?
Mi piace allenarmi, bodybuilding per mantenermi in forma, mi piace tutto ciò che mi aiuta a stare connesso con me stesso e con la mia visione. Mi interessa molto anche il lato creativo dell’immagine, dell’identità artistica e della comunicazione. Mi piace osservare, capire le persone, leggere i segnali della vita e trasformare tutto in qualcosa di vero.
Come ti concentri prima di cantare?
Cerco silenzio. Mi stacco dal rumore esterno e provo a rientrare dentro di me. Prima di cantare ho bisogno di sentire davvero quello che sto per dire, non solo di eseguirlo bene. Quando sono centrato, la voce cambia.
Come ti concentri per scrivere un brano?
Non forzo troppo. Le cose migliori mi arrivano quando sono lucido, calmo e aperto. Cerco di ascoltare quello che ho dentro, più che inventare qualcosa a tavolino. Per me scrivere significa dare una voce a qualcosa che già vive dentro di me.
Chi ti ha supportato o ostacolato nel tuo percorso ?
Ho trovato persone che mi hanno supportato e altre che mi hanno fatto dubitare. Fa parte del percorso. A volte il sostegno arriva dove meno te l’aspetti, e a volte chi dovrebbe credere in te non riesce a farlo davvero. Ma anche gli ostacoli, col tempo, possono diventare carburante.
Perché il pubblico dovrebbe ascoltarti ?
Perché io non sto cercando solo di fare canzoni. Sto cercando di costruire un mondo. In quello che faccio c’è voce, identità, esperienza, fame, verità e una fusione che sento profondamente mia. Chi mi ascolta non trova solo un suono, ma una parte vera di me.
Saluta i tuoi Sostenitori.
Voglio ringraziare tutte le persone che stanno credendo in me e in questo progetto. Anche se siamo ancora all’inizio, sento già tanto affetto e tanta energia vera. A chi mi ascolta, mi segue e mi sostiene: grazie di cuore. Questo è solo l’inizio.



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