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”Servono il silenzio della notte e un cielo pieno di stelle per ascoltare davvero chi siamo, ma serve la carica del rock per urlarlo al mondo.”

Lula è un’artista pop-rock che ha scoperto nella musica il suo modo più autentico di comunicare. Il suo percorso artistico è iniziato all’età di nove anni, quando ha cominciato a cantare per affrontare e superare una forte timidezza. Quella che inizialmente rappresentava una sfida personale si è trasformata presto in una vera necessità espressiva: attraverso la voce ha trovato il canale ideale per raccontare emozioni, pensieri e sensazioni.
A quindici anni Lula ha sentito l’esigenza di andare oltre l’interpretazione e ha iniziato a scrivere i suoi primi brani, dando forma a un’identità artistica sempre più personale. Cresciuta con l’energia e l’impatto del rock, ha trovato importanti punti di riferimento in artisti come The Cranberries, Bryan Adams e Avril Lavigne, dai quali ha assorbito la forza di una musica diretta, intensa e capace di arrivare senza filtri.
Nel corso degli anni Lula ha maturato una significativa esperienza dal vivo, esibendosi in numerosi festival, concorsi e manifestazioni musicali. Ha partecipato, tra le altre esperienze, alle selezioni di Sanremo Giovani, al Tour Music Fest e a diverse rassegne regionali, ottenendo in più occasioni importanti riconoscimenti e piazzamenti sul podio. Si è esibita sia come solista sia insieme a diversi musicisti e band, esperienze che hanno contribuito a rafforzare la sua presenza scenica e a definire il suo percorso artistico.
Nonostante lo scetticismo iniziale della famiglia nei confronti di un mondo spesso considerato incerto e difficile, Lula non ha mai abbandonato la propria strada. La determinazione personale, insieme al sostegno ricevuto dagli amici, le ha permesso di continuare a credere nel suo progetto e nella musica come parte fondamentale della propria vita.
Intervista
1) Cosa ti ha spinto a diventare cantante?
Ho sempre sentito che la musica riusciva a esprimere le mie emozioni meglio delle semplici parole. Cantare non è stata davvero una scelta, ma un’esigenza: il modo più naturale che ho per comunicarvi quello che ho dentro.
2) Hobby oltre la musica?
Oltre alla musica, ritrovo me stesso guardando l’immensità del cielo notturno. L’astronomia è una delle mie più grandi passioni: nelle notti più limpide amo fermarmi a osservare le stelle, i pianeti e le costellazioni. C’è qualcosa di profondamente poetico nel buio dello spazio; è proprio lì, nel silenzio del cielo scuro, che riesco a ritrovare il mio centro, a ridimensionare i pensieri e a lasciarmi ispirare da una bellezza pura e sconfinata.
3) Lati positivi dell essere cantante?
anzitutto la connessione con le persone. Sapere che con la mia voce posso toccare le corde emotive di qualcuno e farlo sentire meno solo è un privilegio enorme. Poi c’è il fattore catartico: il canto per me è una vera valvola di sfogo, trasformo tutto quello che provo in arte. E non ti nego l’impatto fisico e mentale: cantare ti scarica lo stress e ti fa stare bene. Ma se devo dirti la cosa più travolgente… è l’adrenalina pura. Salire sul palco, sentire l’energia del pubblico dal vivo e provate quella sensazione di totale libertà non ha prezzo.
4) Lati negativi?
La prima è l’instabilità, unita a una pressione costante: sei costantemente sotto il giudizio degli altri e in un settore iper-competitivo non è facile restare saldi. Poi c’è il fatto che lo strumento sei tu. Se un chitarrista ha la febbre cambia le corde, se io sono stanco o stressato la mia voce sparisce. E infine la vulnerabilità: quando canti ti metti a nudo del tutto, e la solitudine delle tournée o le critiche personali a volte pesano parecchio.
5) Come ti concentri prima di cantare?
Per me è un mix di corpo e testa. La prima cosa è la respirazione diaframmatica: mi aiuta a rallentare il battito e a ritrovare il centro. Poi ho assolutamente bisogno di 10 minuti di silenzio da solo nel camerino, lontano dal caos del backstage, per entrare nella mia bolla. In quel momento visualizzo l’attacco del primo pezzo e mi riallaccio all’emozione della canzone. Un po’ di stretching rapido per scaricare il collo e le spalle, un sorso d’acqua e sono pronto a salire sul palco
6) Come ti concentri per scrivere un brano?
Per me la scrittura richiede silenzio assoluto. Ho bisogno di isolarmi, di cercare un posto dove nessuno possa disturbarmi. È solo quando stacco dal rumore del mondo esterno che riesco ad ascoltare quello che ho dentro e a trasformarlo in musica.
7) A chi sei ispirata?
Fin da piccola sono cresciuta con i Cranberries, quindi molte delle mie sfumature vocali ed emotive arrivano da lì, da quell’intensità unica. Nel tempo poi ho assorbito l’energia di Bryan Adams e la schiettezza di Avril Lavigne. Diciamo che la mia anima si muove in quel territorio lì: chitarre, grandi melodie e la voglia di dire la verità sul palco.
8) Parla del tuo ultimo progetto
In questa notte’ è un brano a cui tengo tantissimo. Nasce da una riflessione notturna su un rapporto che sta tirando troppo a lungo e non ha nulla di sano. Musicalmente ha una grande spinta rock, ma il testo racconta una vulnerabilità forte: il momento esatto in cui decidi di scegliere te stessa, lucidità e ‘freddezza’ per staccare la spina da qualcosa che ti consuma.
9) Consigli per chi vuole diventare cantante
Di non cercare la perfezione, ma l’autenticità. Oggi c’è la tendenza a voler assomigliare a quello che funziona già, ma la vera forza sta nelle proprie sfumature e nell’essere unici. Poi, ovviamente, serve tantissimo studio: la voce va allenata e custodita. E soprattutto, non spaventatevi di fronte ai ‘no’. Questo lavoro richiede costanza e una bella dose di resilienza, ma quando salite su quel palco e sentite che state dicendo la vostra verità, ogni sacrificio prende senso.
10) Ostacoli e supporto
Ostacoli veri e propri no, ma a casa il clima era un po’ freddo su questo tema: i miei genitori non hanno mai creduto davvero in questo sogno, probabilmente per quel classico timore genitoriale verso un ambiente difficile. La vera spinta è arrivata dagli amici. Loro sono stati il mio vero supporto, mi hanno incoraggiata fin dall’inizio e mi hanno fatto capire che quello che avevo da dire con la musica valeva la pena di essere ascoltato
11) Cosa non dovrebbe fare un giovane Artista?
Snaturarsi per compiacere gli altri o per inseguire la moda del momento. È il rischio più grande che si corre all’inizio: snaturarsi fa perdere la propria identità e il pubblico se ne accorge subito. E poi direi… non smettere mai di studiare pensando che il talento basti, e non aver fretta. La musica è una maratona, non uno scatto: serve tempo per costruire qualcosa che duri
12) Come miglioreresti la scena musicale?
Ripartirei dalla dimensione dal vivo e dal coraggio. Oggi spesso la musica viene giudicata in base a numeri, trend o algoritmi veloci, e questo porta a una forte omologazione. Mi piacerebbe che si tornasse a investire di più sui club, sui piccoli festival e sugli artisti che hanno un’identità unica da proporre, anche se fuori dagli schemi. Vorrei una scena che premia la sostanza, che dà il tempo di crescere e che educa di nuovo le persone all’ascolto profondo, non solo al consumo rapido di un ritornello
13) Perché il pubblico dovrebbe ascoltarti?
Perché offro verità e una valvola di sfogo. Non mi interessa rincorrere i trend o costruire un personaggio perfetto: la mia musica ha il suono del pop-rock vero, fatto di chitarre, energia e storie lette senza filtri. Quando canto pezzi come ‘In questa notte’, metto a nudo emozioni reali. Chi ascolta i miei brani ci trova un posto in cui sfogarsi, carica per ripartire e, spero, la sensazione di non essere mai solo con i propri pensieri.
14) Un saluto ai tuoi sostenitori
A chiunque si ritrovi nelle mie parole o stia facendo un pezzo di strada insieme a me attraverso la musica: grazie di cuore. Sapere che le mie canzoni fanno parte dei vostri momenti è il regalo più bello in assoluto. Un bacio a tutti
Al di fuori del palco, Lula trova il proprio equilibrio nell’isolamento e nell’astronomia. Il cielo notturno rappresenta per lei uno spazio di pace, riflessione e ispirazione, un luogo ideale in cui ritrovare se stessa e lasciare nascere nuove idee.
Oggi Lula continua a portare avanti il suo progetto artistico come solista, lavorando sui propri brani inediti e sulla costruzione di un’identità musicale sempre più definita. Parallelamente è alla ricerca dei giusti compagni di viaggio: musicisti motivati, affini alla sua energia e alla sua visione, con cui costruire una band ufficiale e dare ancora più forza al progetto dal vivo.
Ultimo inedito – “In questa notte”
“In questa notte” è il nuovo singolo di Lula, un brano pop-rock energico e intenso che racconta il momento in cui la consapevolezza riesce finalmente a superare il dubbio. La notte diventa il simbolo di uno spazio intimo e solitario, il momento in cui ci si ritrova faccia a faccia con se stessi e con la realtà di una relazione ormai diventata tossica e disfunzionale.
Tra riff di chitarra incisivi e una voce graffiante, Lula racconta il passaggio dall’incertezza alla lucidità, fino alla scelta di spezzare un legame che non porta più benessere. Il ritornello si trasforma così in un vero grido di liberazione, nell’esigenza di allontanare definitivamente ciò che continua a occupare cuore e mente.
Con sonorità che richiamano l’energia del pop-rock degli anni Duemila, “In questa notte” unisce immediatezza melodica, intensità emotiva e attitudine rock. Il brano diventa un inno alla forza di scegliere se stessi, di chiudere i rapporti che fanno male e di trasformare la sofferenza in energia.
Attraverso “In questa notte”, Lula conferma la sua identità artistica: una musica diretta, viscerale e senza filtri, capace di raccontare fragilità e rinascita con la stessa intensità.
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A Lula va l’augurio di continuare a credere con la stessa determinazione nel proprio percorso artistico, trasformando ogni esperienza, ogni emozione e ogni difficoltà in nuova musica. Che “In questa notte” possa essere solo l’inizio di un cammino ricco di soddisfazioni, incontri importanti e palchi sempre più grandi.
💬LULA MERITA SECONDO TE?
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